mercoledì 14 giugno 2017
Le stagioni della terra
Ci pensi, non ho mai piantato un albero,
non ho mai avuto un figlio.
Tanto assomiglio al mare,
solitario, sterile.
Né un crespo cipresso, né un salice
umido e lento, né un’euforbia
diramata a delta, né un pesco
né un susino né un melo
ho mai fatto crescere, né un ramo
rosa o candido a marzo, né un piccolo
di uomo.
Come l’onda percuote la riva
senza fecondarla, senza lasciarvi
altro che alghe e consunte radici
così –non lo dici ?- io percuoto
la vita.
Eppure l’ho amata, la
terra, ti ho amata.
Non sapevo che cosa è un poeta
Non sapevo che cosa è un poeta
quando guidavo alla guerra i carri
e il cavallo Xanto mi parlava.
Ma è passata come una cometa
l’età ragazza di Ettore e di Achille:
non sono diventato altro che un uomo:
la mia anima si cerca ora nelle acque
e nel fuoco, nelle mille
famiglie dei fiori e degli alberi
negli eroi che io non sono
nei giardini dove tutta la pena
di nascere e morire è così leggera.
Forse il poeta è un uomo che ha in sé
la crudele pietà di ogni primavera.
Quisiera estar en otra parte
Quisiera estar en otra parte,
mejor en otra piel,
y averiguar si desde allí la vida,
por las ventanas de otros ojos,
se ve así de grotesca algunas tardes.
Me gustaría mucho conocer
el efecto abrasivo del tiempo en otras vísceras,
comprobar si el pasado
impregna los tejidos del mismo zumo acre,
si todos los recuerdos en todas las memorias
desprenden este olor
a fruta madura mustia y a jazmín podrido.
Desearía mirarme
con las pupilas duras de aquel que más me odia,
para que así el desprecio
destruya los despojos
de todo lo que nunca enterrará el olvido.
Buscar una cosa - Poesia Vertical XII
Buscar una cosa
es siempre encontrar otra.
Así, para hallar algo,
hay que buscar lo que no es.
Buscar al pájaro para encontrar a la rosa,
buscar el amor para hallar el exilio,
buscar la nada para descubrir un hombre,
ir hacia atrás para ir hacia delante.
La clave del camino,
más que en sus bifurcaciones,
su sospechoso comienzo
o su dudoso final,
está en el cáustico humor
de su doble sentido.
Siempre se llega,
pero a otra parte.
Todo pasa.
Pero a la inversa.
venerdì 26 maggio 2017
El Olvido
Yo sé que existo
porque tú me imaginas.
Soy alto porque tú me crees
alto, y limpio porque tú me miras
con buenos ojos,
con mirada limpia.
Tu pensamiento me hace
inteligente, y en tu sencilla
ternura, yo soy también sencillo
y bondadoso.
...Pero si tú me olvidas
quedaré muerto sin que nadie
lo sepa. Verán viva
mi carne, pero será otro hombre
—oscuro, torpe, malo— el que la habita…
Porvenir
Te llaman porvenir
porque no vienes nunca.
Te llaman: porvenir,
y esperan que tú llegues
como un animal manso
a comer en su mano.
Pero tú permaneces
más allá de las horas,
agazapado no se sabe dónde.
Mañana!
..Y mañana será otro día tranquilo
un día como hoy, jueves o martes,
cualquier cosa y no eso
que esperamos aún, todavía, siempre.
venerdì 12 maggio 2017
Aspettami ed io ritonerò
Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno
abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia...
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
domenica 7 maggio 2017
Callar algunos poemas
Callar algunos poemas,
no traducirlos del silencio,
no vestir sus figuras,
no llegar ni siquiera a formarlas:
dejar que se concentren como pájaros inmóviles
en la rama enterrada.
Solo así brotarán otros poemas.
Solo así la sangre se abre paso.
Solo así la visión que nos enciende
se multiplicará como los panes.
Los poemas acallados
nos prueban que el milagro es siempre joven.
Y al final, cuando todo enmudezca,
tal vez esos poemas
hagan surgir también otro poema.
sabato 25 marzo 2017
Vivere è stare infrangendo
Vivere è stare infrangendo.
Una o l’altra legge.
Non ci sono alternative:
non infrangere niente è essere morto.
La realtà è infrazione.
La irrealtà anche.
E tra le due scorre un fiume di specchi
che non figurano in nessuna mappa.
In quel fiume le leggi si dissolvono,
ogni trasgressore diventa un altro specchio.
mercoledì 22 marzo 2017
Chiodi di cielo
Quel primo giorno, per mettermi sotto,
i miei compagni induriti
mi spedirono saltellante come una scimmietta
dalla ringhiera più alta
giù alla baracca del caposquadra
a chiedere un sacchetto di chiodi di cielo.
Il caposquadra si chiese quale sfumatura
di azzurro avessi in mente, esattamente.
Ne ho bisogno ancora oggi di quei chiodi di cielo
con la loro filettatura impercettibile
e la capocchia indistruttibile
capaci di inchiodare ogni cosa
al nulla
e farcelo stare.
Giallo Cromo
I tuoi tre coraggiosi girasoli sono pronti a cadere.
Ritti in una brocca d'acqua stantia
quasi tutti hanno raggiunto la parte scoscesa
nella curva del declino. Le loro teste di fiamma
dagli occhi scuri si fanno d'ocra in punta e si chiudono
poi, flosce come poltiglia o gramaglie, penzolano
sugli spessi peduncoli. Quell'olandese pazzo
che si riempì la bocca del giallo cromo
di cui consumava i tubetti per dipingerli
fece piombo tossico del suo oro commestibile.
Con il giallo ora piombo, i girasoli si voltano
verso il sole nero della terra.
Il loro tempo è passato, le grandi foglie drappeggiate
e scurite attorno a sé come un campo di corvi.
Certi alberi
Dandoci stamane casualmente
appuntamento così tanto via
dal mondo quanto in armonia
con esso, tu ed io
siamo d’improvviso cio che
gli alberi cercano di dirci:
che il loro -nostro - mero esserci
ha significato; che potremo toccare
presto, e amare e spiegare.
E lieti di non avere noi inventato
tale grazia, ne siamo circondati:
un silenzio già colmo di rumori,
una tela su cui affiori
un coro di sorrisi, d’inverno, un mattino.
Se il dolore...
Se il dolore non fosse questa spina,
questa lunga dorsale della vita
forse non saremmo altro che niente,
e dobbiamo ringraziare
che ci venga a visitare e ci porti
notizia delle cose
che nell'ombra ci appaiono e nel turbine.
domenica 12 marzo 2017
sabato 25 febbraio 2017
Sul ramo
Nessuno si sveglia gridando di gioia
Soltanto gli uccelli dell’alba, gli uccelli dietro la finestra,
Tutti temono ciò che il giorno porta,
Soltanto noi sul ramo no.
Nessuno vuole rinunciare a ciò che possiede
E nel folto letto si aggrappa ai resti del sonno,
Tutti vivono come se dovessero vivere in eterno,
Soltanto noi sul ramo no.
Soltanto gli uccelli dell’alba, gli uccelli dietro la finestra,
Tutti temono ciò che il giorno porta,
Soltanto noi sul ramo no.
Nessuno vuole rinunciare a ciò che possiede
E nel folto letto si aggrappa ai resti del sonno,
Tutti vivono come se dovessero vivere in eterno,
Soltanto noi sul ramo no.
Il baule
In soffitta dorme il mio ritorno,
una valigia, il baule con le borchie di ottone,
Tutta la mia patria,
I passaporti, le cittadinanze,
I visti dell’emigrazione.
Il baule, questa mia grande proprietà,
Che qui devo custodire,
Normale inizio dell’infelicità
E demente fine.
Tale è il bagaglio. Tale il viaggio,
Tale il mio orario:
Tutti i lati del mondo aperti
E l’uscita da nessuno.
Tale è la trappola. Né cosa prendere da qui
Né con che giungere alla fine:
Soffitta mia e ritorno,
Perdizione e amore,
Che non so uccidere
Né custodire.
Vita quotidiana
Di ragnatela è tessuta la nostra vita
non scorgendo la bellezza
contiamo i passi verso l’eternità
ogni giorno
più poveri di un giorno.
Lacerato dalla reticenza
che dondola su labbra semiaperte
assaporo parole
che non giunsero mai
leggo gesti
che non significano niente
e da oggi non sarò più quello
che ti canterà
una canzone d’amore.
venerdì 13 gennaio 2017
Iscriviti a:
Post (Atom)