domenica 20 dicembre 2015

E voliamo nel sole anima mia

[...] Non so che dico;
parlo vagellando;
vedo in sogno attorno a me
le compagnie,
i plotoni coll'elemetto,
le facce magre de' miei fratelli,
che sono arrivati
sguazzando nei camminamenti,
e parlo perché non posso
tutti abbracciarli,
perché vorrei tutti abbracciarli
in silenzio;
e getto al loro collo,
le mie parole,
come le mie braccia.
[...]

mercoledì 14 ottobre 2015

martedì 28 luglio 2015

lunedì 27 luglio 2015

La storia delle nuvole 1

Visto come si presentano
all'improvviso o a ciel sereno
difficilmente si può affermare
che vengano al mondo.
Per il loro impercettibile svanire
non hanno sentore di morte.
Di certo nessuno raggiunge
un tale livello di caducità.
Maestose solitarie e bianche
s'innalzano su un azzurro di seta
o si stringono vicine
quali animali infreddoliti,
si addensano collettive e cupe
d'inchiostro in catastrofi elettriche,
rintronano, lampeggiano, impassibili,
grandinano e scrosciano.
Inscenano poi di nuovo
vani artifici, trascolorano,
contraffanno tutto quanto è solido.
Un gioco è la loro storia e incruenta,
più antica della nostra.
Non hanno bisogno di storici,
carnefici e medici, fanno a meno
di capi e di combattimenti.
Calme sono le loro alte
migrazioni e inarrestabili.
Non si affannano per nulla. Forse credono nella
resurrezione, spensieratamente
felici come me supino
che le inseguo un tratto con lo sguardo.

Oreste

E quando gli altri esulteranno per la mia azione, noi due
piangeremo sopra la splendida spada insanguinata, degna di gloria,
piangeremo queste ceneri, questo morto, il cui posto
ha preso un altro, nascondendo completamente il suo viso scorticato
con un’onesta, venerabile maschera d’oro,
forse anche utile, nella sua forma grossolana,
come precetto, esempio, oppio per il popolo, paura del tiranno, esercizio
che continua lentamente, gravemente, la storia con ripetuti trionfi e morti,
non con la tremenda conoscenza (impossibile per la massa)
ma con la difficile azione e la fede facile,
la fede inflessibile, necessaria, sventurata
mille volte smentita e altrettante conservata
con le unghie e coi denti dall’anima dell’uomo – fede ignorante
che, formichina formichina, compie grandi imprese in segreto nell’oscurità.

sabato 18 luglio 2015

El despertar

Entra la luz y asciendo torpemente
de los sueños al sueño compartido
y las cosas recobran su debido
y esperado lugar y en el presente
converge abrumador y vasto el vago
ayer: las seculares migraciones
del pájaro y del hombre, las legiones
que el hierro destruyó: Roma y Cartago.
Vuelve también mi cotidiana historia:
mi voz, mi rostro, mi temor, mi suerte.
¡Ah, si aquel otro despertar la muerte
me deparara un tiempo sin memoria
de mi nombre y de todo lo que he sido!
¡Ah, si en esa mañana hubiera olvido!

domenica 21 giugno 2015

La notte

Della notte so poco
ma di me la notte sembra sapere,
e piú ancora, mi assiste come se mi amasse,
mi ammanta di stelle la coscienza.

Forse la notte è la vita e il sole la morte.
Forse la notte è nulla
e nulla le nostre congetture
e nulla gli esseri che la vivono.
Forse le parole sono l'unica cosa che esiste
nel vuoto enorme dei secoli
che ci graffiano l'anima coi ricordi.

Ma la notte conosce la miseria
che succhia il sangue e le idee.
Scaglia l'odio, la notte, sui nostri sguardi
che sa pieni di interessi, di incontri mancati.

Ma accade che la notte ne senta il pianto nelle ossa.
Delira la sua lacrima immensa
e grida che qualcosa è partito per sempre.

Un giorno torneremo a essere.

sabato 13 giugno 2015

Peace and love

Ormai l’alba crolla e il cielo si
dissangua in feroci miraggi.

Nome e soprannome

Stanotte di fronte al televisore spento
mi sono messo a ballare con una canna da pesca
un lento tragico e romantico, ho spostato i mobili
del soggiorno e al centro del pavimento ho ammucchiato
quotidiani vecchi, cartoni di latte e qualche
fazzoletto sporco. Poi ho dato fuoco a tutto
e mi sembrava di partecipare a uno di quei balli
studenteschi pieni di gioia e speranza nella vodka
con un chiasso infernale che mi riempiva le orecchie
con il rumore del mare.
Spento il fuoco, qualche ombra fiera e dura
incisa sulle mura, la canna da pesca incrinata
sono rimasto a suonare su una tastiera sgraziata
chissà poi cosa
aspettando di riprendere fiato
e ho pensato di uscire all’aria aperta ma chiudendo
gli occhi il rosso del fuoco divideva ancora
il mio pavimento e non colava a picco,
rimaneva fisso lì a marchiare il territorio
in attesa di tutta la mia miseria.

La mia falce ha mietuto le tue messi

La mia falce ha mietuto le tue messi
il mio sudore ha bagnato le tue viti
è sera, accendi le luci delle stelle

 Il mio silenzio ha onorato l'uva e l'erba
le falci, le botti, la mucca e la cantina
i miei occhi a te son ora rivolti

 Il mio aratro ha arato i tuoi campi
il tuo dito ha arato il mio volto
al mio desco c'è ora un posto che t'attende

 Siedi e dividi la mia cena,
poi riscuoti quel che ti debbo
e sia fatta la tua volontà.

mercoledì 1 aprile 2015

Pasqua 1951

Adora in silenzio, prendi il fardello e cammina.
Oltre la pietra rimossa Egli rapina il mondo,
come un fuoco lo divora dentro e fuori.

E voi che fate con le alabarde ritte?

Custodite voi stessi dentro un sepolcro vuoto.

lunedì 30 marzo 2015

La roccia dell'aquila

Dietro il vetro dell'urna
i rettili
stranamente fermi.

Una donna stende il bucato
nel silenzio.
La morte è senza vento.

Nelle profondità della terra
scivola la mia anima
silenziosa come una cometa.

Assonanze

Eccoti qui a riempire la giornata
di cose e di rammendi
da fare tra ferita e ferita
aspettando che finisca l'attesa
che arrivi la sorpresa d'un avviso
l'offerta d'una mano per carezzarti il viso
la voce d'un umano.
E la sera trascorre

sabato 28 marzo 2015

Bisogna amarsi meno

Bisogna amarsi meno,
bisogna lasciare al tempo
l'ingorda gioia d'insegnare
che l'amore non è ricevere,
né dare,
ma lasciarsi prendere,
affondare.