lunedì 27 luglio 2015
La storia delle nuvole 1
Visto come si presentano
all'improvviso o a ciel sereno
difficilmente si può affermare
che vengano al mondo.
Per il loro impercettibile svanire
non hanno sentore di morte.
Di certo nessuno raggiunge
un tale livello di caducità.
Maestose solitarie e bianche
s'innalzano su un azzurro di seta
o si stringono vicine
quali animali infreddoliti,
si addensano collettive e cupe
d'inchiostro in catastrofi elettriche,
rintronano, lampeggiano, impassibili,
grandinano e scrosciano.
Inscenano poi di nuovo
vani artifici, trascolorano,
contraffanno tutto quanto è solido.
Un gioco è la loro storia e incruenta,
più antica della nostra.
Non hanno bisogno di storici,
carnefici e medici, fanno a meno
di capi e di combattimenti.
Calme sono le loro alte
migrazioni e inarrestabili.
Non si affannano per nulla. Forse credono nella
resurrezione, spensieratamente
felici come me supino
che le inseguo un tratto con lo sguardo.
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