martedì 6 dicembre 2016
La Costituzione
C’è un foglio di carta che dice le Leggi
e le regole di un gruppo di gente
che vive su un suolo comune.
C’è un foglio di carta che scrive
le norme di convivenza,
è un mattone di ferro
e di sangue e di terra
e di uomini e donne
che morti hanno sperato la libertà,
è un mattone sul quale si appoggia
il palazzo d’Italia, palazzo che preme
e spinge e scheggia
il mattone primario,
che resiste a stento,
ma tutti si ha da sapere che se cede,
se il mattone si sgretola,
sfalda, sfarina,
allora il palazzo si disfa,
e sarà ferro
e sangue e terra
e uomini e donne
che dovranno ancora morire sperando
la libertà.
martedì 29 novembre 2016
Alzati a volo fin che puoi
Alzati a volo fin che puoi, raggiungilo
qualunque sia
il tuo apice d'ascesa
e d'altitudine, discendi
poi nella profondità dell'aria
e nella tenebra del mare...
domenica 27 novembre 2016
Una sola volta
Una sola volta compresi lo scopo della vita.
Accadde a Boston, inaspettatamente.
Camminavo lungo il Charles
e vidi le luci duplicarsi, tutte
con il cuore al neon e vibrante,
spalancando la bocca come cantanti d’opera;
e contai le stelle, le mie piccole veterane,
cicatrici fiorite, e capii che stavo portando
il mio amore sulla sponda verde notturna, e in lacrime
aprii il cuore alle auto dirette a est e a ovest
e feci passare un ponticello alla mia verità
e la condussi a casa in fretta col suo fascino
e fino all’alba accumulai queste costanti
per scoprire poi che se n’erano andate.
A nord di San Francisco
Qui molli le colline toccano il mare
come s’incontrano due eternità.
E le mucche che pasturano lassù
ci ignorano, come fossero angeli.
Anche il maturo aroma di melone in cantina
profetizza la quiete.
Il buio non combatte con la luce
ma ci spinge avanti
verso altra luce, e l’unico dolore
è quello di non restare.
Nella mia terra che vien detta santa
non permettono mai all’eternità
di essere eterna:
l’hanno divisa in piccole fedi
frazionata in territori di Dio
sminuzzata in schegge di Storia
acuminate che feriscono a morte.
Delle sue quiete lontananze hanno fatto
prossimità che freme di pena del presente.
La luce, mutata
Non ci vediamo più nella stessa luce,
Non abbiamo più gli stessi occhi, le stesse mani.
L'albero è più vicino, e la voce delle fonti più viva,
I nostri passi sono più profondi, fra i morti.
Dio che non sei, posa la mano sulla nostra spalla,
Sgrossa il nostro corpo col peso del tuo ritorno,
Mescola compiutamente alla nostre anime gli astri,
Le selve, i gridi degli uccelli, le ombre e i giorni.
Rinuncia a te stesso in noi come un frutto si sfrange,
Cancellaci in te. Disvelaci
Il senso misterioso di ciò che è solo semplice
E sarebbe caduto senza fuoco in parole senza amore.
Scolorimento
Più passa il tempo e più ingrandisce il mare.
Contemporaneamente perde i suoi colori,
le cime si spezzano una a una. Innumerevoli ancore
arrugginiscono sulla terraferma. Quella che chiamavamo
libertà che non fosse la perdita? E che non sia
la perdita l'unico guadagno? Dopo
né perdita né guadagno. Niente. Le luci
della dogana e della taverna sul mare spente.
Solo la notte con le sue stelle false.
sabato 14 maggio 2016
Penso che sia necessario
Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta.
Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce.
A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino,
dove si può fallire e ricominciare
senza che il valore e la dignità ne siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale,
a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti,
di prevaricatori falsi e opportunisti,
della gente che conta, che occupa il potere,
che scippa il presente, figuriamoci il futuro,
a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare...
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
E’ un esercizio che mi riesce bene.
E mi riconcilia con il mio sacro poco
Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce.
A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino,
dove si può fallire e ricominciare
senza che il valore e la dignità ne siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale,
a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti,
di prevaricatori falsi e opportunisti,
della gente che conta, che occupa il potere,
che scippa il presente, figuriamoci il futuro,
a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare...
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
E’ un esercizio che mi riesce bene.
E mi riconcilia con il mio sacro poco
sabato 23 aprile 2016
Il Tavolo
Il tavolo sogna spesso di esser stato un animale.
Ma se fosse stato un animale non sarebbe una tavola.
Se fosse stato un animale sarebbe scappato via come
gli altri
all'arrivo delle motoseghe che tagliavano gli alberi per
ricavarne tavoli.
Nella casa ogni sera viene una donna
e gli passa uno straccio tiepido sul dorso come fosse
un animale.
Con le sue quattro gambe il tavolo potrebbe andarsene
dalla casa.
Ma pensa alle sedie che lo circondano e un animale
non abbandonerebbe i suoi figli.
Quel che piace di più al tavolo è che la donna gli faccia
il solletico
mentre raccoglie le briciole di pane lasciate dai bambini.
Ma se fosse stato un animale non sarebbe una tavola.
Se fosse stato un animale sarebbe scappato via come
gli altri
all'arrivo delle motoseghe che tagliavano gli alberi per
ricavarne tavoli.
Nella casa ogni sera viene una donna
e gli passa uno straccio tiepido sul dorso come fosse
un animale.
Con le sue quattro gambe il tavolo potrebbe andarsene
dalla casa.
Ma pensa alle sedie che lo circondano e un animale
non abbandonerebbe i suoi figli.
Quel che piace di più al tavolo è che la donna gli faccia
il solletico
mentre raccoglie le briciole di pane lasciate dai bambini.
Canzone dell'amore perduto
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano
li rimpiangerai
ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato
per un amore nuovo
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano
li rimpiangerai
ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato
per un amore nuovo
martedì 12 aprile 2016
La espera
El que espera mira el paisaje aguardando al que no va a venir.
En la distancia se ve muy bien al que no va a venir.
Se puede ver en un bote solitario, en el cielo, en las nubes.
Dos árboles estiran sus ramas para brindar por el éxito del día.
El que espera sería feliz si los granos de sol entrando por la sala
quisieran convertirse en el que va a venir.
El que no va a venir cruza montado en una mosca sin preguntar cómo le va.
El que espera quisiera que el bote solitario y las nubes también se preocuparan.
Tampoco estaría mal si los árboles del brindis se interesaran un poquito.
En la distancia se ve muy bien al que no va a venir.
Se puede ver en un bote solitario, en el cielo, en las nubes.
Dos árboles estiran sus ramas para brindar por el éxito del día.
El que espera sería feliz si los granos de sol entrando por la sala
quisieran convertirse en el que va a venir.
El que no va a venir cruza montado en una mosca sin preguntar cómo le va.
El que espera quisiera que el bote solitario y las nubes también se preocuparan.
Tampoco estaría mal si los árboles del brindis se interesaran un poquito.
Sono sopravvissuto ai desideri,
Sono sopravvissuto ai desideri,
Ho disarmato i miei sogni;
Sole mi restano le pene,
Che vengono da un cuore vuoto.
Alle bufere d'una sorte crudele
Avvizzì la mia corona in fiore:
Io vivo triste, solitario,
E aspetto: verrà la mia fine?
Così, da tardo gelo colta,
all'invernale fischio di bufera
Sola sul ramo dispogliato
Palpita un'attardata foglia.
Ho disarmato i miei sogni;
Sole mi restano le pene,
Che vengono da un cuore vuoto.
Alle bufere d'una sorte crudele
Avvizzì la mia corona in fiore:
Io vivo triste, solitario,
E aspetto: verrà la mia fine?
Così, da tardo gelo colta,
all'invernale fischio di bufera
Sola sul ramo dispogliato
Palpita un'attardata foglia.
lunedì 4 aprile 2016
Los amantes ciegos
Los amantes ciegos
Estaban ciegos los amantes,
están solos
mais tombait la neige
daba pena verlos cuando a solas hablaban
de estar juntos, y lloraban,
y adoraban la nada en el altar del amor.
Quand tu seras bien vieille
descubrirás que el tiempo
es única certeza, quema los rostros
y hace cenizas el alma
y que al final tan sólo la ilusión del recuerdo
te dirá que no estuviste, en aquel beso, solo.
Estaban ciegos los amantes,
están solos
mais tombait la neige
daba pena verlos cuando a solas hablaban
de estar juntos, y lloraban,
y adoraban la nada en el altar del amor.
Quand tu seras bien vieille
descubrirás que el tiempo
es única certeza, quema los rostros
y hace cenizas el alma
y que al final tan sólo la ilusión del recuerdo
te dirá que no estuviste, en aquel beso, solo.
Rostros que ya no están vuelven a aparecer
Rostros que ya no están vuelven a aparecer
como la esperanza de cambiar el curso de las cosas.
Tú estás aquí,
recorriendo escaparates repletos de libros
para entrar una vez más a la realidad.
Hasta una hoja desprendida de un árbol
puede señalar tu estadía en la tierra,
insondable como las horas
detenidas por un instante en el espacio de una ventana.
Tú estás aquí
vagabundeando libre entre los objetos del hogar
y conversas con el que fuiste para volver a ser,
dejando atrás fiestas y amigos,
calles reflejadas en el color púrpura del atardecer.
La respiración es breve
-exhalación y despojamiento-
Quisieras ver la luz de los que han partido
justo cuando cierras los ojos en otro despertar.
Días de puertas adentro
sin más que una canción y un manojo de llaves invisibles.
como la esperanza de cambiar el curso de las cosas.
Tú estás aquí,
recorriendo escaparates repletos de libros
para entrar una vez más a la realidad.
Hasta una hoja desprendida de un árbol
puede señalar tu estadía en la tierra,
insondable como las horas
detenidas por un instante en el espacio de una ventana.
Tú estás aquí
vagabundeando libre entre los objetos del hogar
y conversas con el que fuiste para volver a ser,
dejando atrás fiestas y amigos,
calles reflejadas en el color púrpura del atardecer.
La respiración es breve
-exhalación y despojamiento-
Quisieras ver la luz de los que han partido
justo cuando cierras los ojos en otro despertar.
Días de puertas adentro
sin más que una canción y un manojo de llaves invisibles.
mercoledì 30 marzo 2016
La Cipolla
La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.
La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.
Iscriviti a:
Post (Atom)