venerdì 27 gennaio 2012

A mani giunte

Ha detto: “Io sono quello che sono”
e tu non temere mai nulla: poiché,
se tu credi, non sarà tua esistenza,
ma sua: né sarà mai protetta, tuttavia,
come tu speri e credi: anzi gettata
nelle fosse. Chi crede in Dio
si appresti ad essere l’ultimo
dei salvati, ma sulla croce, ed a bere
tutta l’amarezza dell’abbandono.
Poiché Dio è quello che è.

martedì 17 gennaio 2012

Epilogo

Vita, – una ferita nell’inesistenza.

Lettera

Il tralcio di vite sopra
le strie di nubi bussa
da ore alla finestra

La pioggia fili d’argento
appesi
Una falena si alza
e cade si alza e cade

Pensa a me
adesso aprirò
pensa a me con sentimento

lunedì 16 gennaio 2012

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.

Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.

Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.

E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.

Uomini con futuro
invece di volti.

domenica 8 gennaio 2012

Non avremo mai

Non avremo mai lottato abbastanza
in questo angoscioso
crepuscolo degli dei  e degli uomini
amati sino al limite dell'impazienza e dell'ira.
Non avremo mai lottato abbastanza
contro il nulla e la notte nella speranza dell'alba.

E che nella penombra
voci vaghe di donna
ci mostrino almeno nel redivivo giardino
il sepolcro vuoto
anche se lui non c'è già più
né morto né vivo
e per vederlo dovremo lungamente
camminare sulla strada di Emmaus.

E se non metteremo
il dito nel costato
potremo sempre dire
che forse non era Lui
ma un'ombra, un desiderio, un illusione.

In bilico sul nulla della notte
e il numinoso
invisibile
Splendore.