Per scamparmi ti persi in tanto scempio
Ma eri già di là mentre inseguivo
L’orma della tua fuga rotto filo
Nel disperato cuore dell’incendio:
O inabitato ignoto unico asilo
Acqua della mia sete arido fiume
Cieco silenzio che mi tenne vivo
Ombra dell’ombra e nido senza piume
mercoledì 30 dicembre 2009
martedì 29 dicembre 2009
La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce dal mare
or s'ode
su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce dal mare
or s'ode
su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
giovedì 17 dicembre 2009
Neve
Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieva
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.
silenziosa e lieva
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.
giovedì 10 dicembre 2009
Paris at Night
Trois allumettes, une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
et l'obscurité toute entière pour me rappeler tout cela
en te serrant dans mes bras.
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
et l'obscurité toute entière pour me rappeler tout cela
en te serrant dans mes bras.
Non sto pensando a niente
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E’ come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E’ come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...
martedì 8 dicembre 2009
Invictus
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud,
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbow’d.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds, and shall find me, unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud,
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbow’d.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds, and shall find me, unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
sabato 5 dicembre 2009
A Jacopo e al suo cane Red
Quando Red si distende ai tuoi piedi
come un tappeto e scondinzola
o quando ti salta al petto
e ti mordicchia e fa festa
so che tu pensi a volte a quel pastore bianco
che per tua scelta rimase nel canile
il muso basso, basse le orecchie
e l'occhio vuoto e triste
del cane abbandonato
e so che allora l'angoscia ti morde
e occupa tutto il tuo cuore
Dov'è il pastore bianco
che per un attimo aveva sperato
cogliendo nel tuo sguardo
una scintilla d'amore?
Ah, che l'amore, lo sai,
è unico e indivisibile
e se per caso lo devi dividere
amore è per metà, l'altra metà rimorso
come un tappeto e scondinzola
o quando ti salta al petto
e ti mordicchia e fa festa
so che tu pensi a volte a quel pastore bianco
che per tua scelta rimase nel canile
il muso basso, basse le orecchie
e l'occhio vuoto e triste
del cane abbandonato
e so che allora l'angoscia ti morde
e occupa tutto il tuo cuore
Dov'è il pastore bianco
che per un attimo aveva sperato
cogliendo nel tuo sguardo
una scintilla d'amore?
Ah, che l'amore, lo sai,
è unico e indivisibile
e se per caso lo devi dividere
amore è per metà, l'altra metà rimorso
Agli zii
I vostri volti più non vedo
ai balconi dei gerani
- vengo a te, paese natìo
per udire le voci del passato
e non t'ho riconosciuto
[...]
Nel silenzio della notte
custodite alti cipressi
il loro parlar sommesso
che il vento non disperda
parola alcuna
Rimane con voi, oltre quel cancello chiuso
la mia felicità
ai balconi dei gerani
- vengo a te, paese natìo
per udire le voci del passato
e non t'ho riconosciuto
[...]
Nel silenzio della notte
custodite alti cipressi
il loro parlar sommesso
che il vento non disperda
parola alcuna
Rimane con voi, oltre quel cancello chiuso
la mia felicità
mercoledì 2 dicembre 2009
La notte lava la mente
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
sabato 28 novembre 2009
L'orologio
E' quanto perdiamo a battere il tempo
come in musica al 'levare' segue il colpo
e incontri e addii i battiti del petto.
Così, in questa assurda misura
forse un'ora soltanto abbiamo diviso,
un'ora di prima mattina,
quando dal nulla sorge la luce
e c'appresta ad un giorno migliore...
come in musica al 'levare' segue il colpo
e incontri e addii i battiti del petto.
Così, in questa assurda misura
forse un'ora soltanto abbiamo diviso,
un'ora di prima mattina,
quando dal nulla sorge la luce
e c'appresta ad un giorno migliore...
venerdì 27 novembre 2009
Anni dopo
La splendida la delirante pioggia s’è quietata,
con le rade ci bacia ultime stille.
Ritornati all’aperto
amore m’è accanto e amicizia.
E quello, che fino a poco fa quasi implorava,
dell’abbuiato portico brusio
romba alle spalle ora, rompe dal mio passato:
volti non mutati saranno, risaputi,
di vecchia aria in essi oggi rappresa.
Anche i nostri, fra quelli, di una volta?
Dunque ti prego non voltarti amore
e tu resta e difendici amicizia.
con le rade ci bacia ultime stille.
Ritornati all’aperto
amore m’è accanto e amicizia.
E quello, che fino a poco fa quasi implorava,
dell’abbuiato portico brusio
romba alle spalle ora, rompe dal mio passato:
volti non mutati saranno, risaputi,
di vecchia aria in essi oggi rappresa.
Anche i nostri, fra quelli, di una volta?
Dunque ti prego non voltarti amore
e tu resta e difendici amicizia.
giovedì 26 novembre 2009
La linea d'ombra
Solo i giovani hanno simili momenti. Non dico i giovanissimi. No. I giovanissimi, ad essere precisi, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere proiettati nel futuro in tutta la meravigliosa continuità che non conosce pause né introspezione. Ti chiudi alle spalle la porticina della mera puerilità – ed entri in un giardino incantato, dove anche le ombre sono rilucenti di promesse. Ogni svolta del sentiero è seducente. E non perché quello sia un luogo inesplorato. Sai bene che ogni uomo ci è passato. È l’incanto dell’esperienza universale, da cui ti aspetti una sensazione rara o personale - un po’ di te stesso.
Continui a ritrovarvi i segni del passaggio dei predecessori, emozionato, divertito, accettando la buona e la cattiva sorte – le rose e le spine, come si dice – la pittoresca sorte comune che offre così tante possibilità per i meritevoli o, forse, per i fortunati. Sì. Vai avanti. E anche il tempo va avanti, - fino al momento in cui scorgi, dinnanzi a te, una linea d’ombra che ti avverte che la regione della prima giovinezza, anche quella, va lasciata alle spalle.
Questo è il periodo della vita in cui è probabile che vengano momenti come quelli di cui parlavo. Quali momenti? Ma i momenti di noia, di estenuazione, di insoddisfazione. Momenti avventati. Voglio dire, momenti in cui chi è ancora giovane tende a compiere azioni avventate, come sposarsi all’improvviso oppure lasciare un lavoro senza alcun motivo.
Questa non è la storia di un matrimonio. Non ero messo così male. La mia azione, seppure avventata, era più simile a un divorzio, quasi un abbandono...
Continui a ritrovarvi i segni del passaggio dei predecessori, emozionato, divertito, accettando la buona e la cattiva sorte – le rose e le spine, come si dice – la pittoresca sorte comune che offre così tante possibilità per i meritevoli o, forse, per i fortunati. Sì. Vai avanti. E anche il tempo va avanti, - fino al momento in cui scorgi, dinnanzi a te, una linea d’ombra che ti avverte che la regione della prima giovinezza, anche quella, va lasciata alle spalle.
Questo è il periodo della vita in cui è probabile che vengano momenti come quelli di cui parlavo. Quali momenti? Ma i momenti di noia, di estenuazione, di insoddisfazione. Momenti avventati. Voglio dire, momenti in cui chi è ancora giovane tende a compiere azioni avventate, come sposarsi all’improvviso oppure lasciare un lavoro senza alcun motivo.
Questa non è la storia di un matrimonio. Non ero messo così male. La mia azione, seppure avventata, era più simile a un divorzio, quasi un abbandono...
domenica 22 novembre 2009
Preghiera
Quando mi desterò
dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera
Quando il mio peso mi sarà leggero
Il naufragio concedimi Signore
di quel giovane giorno al primo grido.
dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera
Quando il mio peso mi sarà leggero
Il naufragio concedimi Signore
di quel giovane giorno al primo grido.
martedì 17 novembre 2009
lunedì 16 novembre 2009
The Hill
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife-
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?--
All, all are sleeping on the hill.
One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart's desire;
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution?--
All, all are sleeping on the hill.
They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife-
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?--
All, all are sleeping on the hill.
One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart's desire;
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution?--
All, all are sleeping on the hill.
They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.
Etichette:
Edgar Lee Masters,
Poesia,
Spoon River Antology
I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
Dialogo Immaginario
- "Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore"
- "False stelle ci sorvolano, certamente,
ma il granello di polvere
che la Sua voce impregna di dolore
descrive l'orbita infinita"
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore"
- "False stelle ci sorvolano, certamente,
ma il granello di polvere
che la Sua voce impregna di dolore
descrive l'orbita infinita"
domenica 15 novembre 2009
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
sabato 14 novembre 2009
Illuminazione di C.
Un attimo, che accadde?
un fulmine
e la sua infinità
da tutto il non sapere si restrinse
a un punto,
quel punto
lo forò
una luce,
lo passò da parte a parte –
per questo? solo per questo?
ad accendere
la tenebra antistante,
a suscitarne una segreta vampa
più d’ogni claro lumine
accecante, e prendermi –
si disse – nella mia insufficienza
perché la verità avesse un lampo
in me, nell’universo,
misteriosissimamente.
un fulmine
e la sua infinità
da tutto il non sapere si restrinse
a un punto,
quel punto
lo forò
una luce,
lo passò da parte a parte –
per questo? solo per questo?
ad accendere
la tenebra antistante,
a suscitarne una segreta vampa
più d’ogni claro lumine
accecante, e prendermi –
si disse – nella mia insufficienza
perché la verità avesse un lampo
in me, nell’universo,
misteriosissimamente.
martedì 3 novembre 2009
Hate
Love is a word that is constantly heard,
Hate is a word that is not.
Love, I am told, is more precious than gold.
Love, I have read, is hot.
But hate is the verb that to me is superb,
And Love but a drug on the mart.
Any kiddie in school can love like a fool,
But Hating, my boy, is an Art.
Hate is a word that is not.
Love, I am told, is more precious than gold.
Love, I have read, is hot.
But hate is the verb that to me is superb,
And Love but a drug on the mart.
Any kiddie in school can love like a fool,
But Hating, my boy, is an Art.
giovedì 29 ottobre 2009
da L'Opera poetica
La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
fila d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
Poco dopo si è qui come sai bene,
fila d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
lunedì 26 ottobre 2009
Tactica y Estrategia
Mi táctica es
mirarte
aprender como sos
quererte como sos
mi táctica es
hablarte
y escucharte
construir con palabras
un puente indestructible
mi táctica es
quedarme en tu recuerdo
no sé cómo ni sé
con qué pretexto
pero quedarme en vos
mi táctica es
ser franco
y saber que sos franca
y que no nos vendamos
simulacros
para que entre los dos
no haya telón
ni abismos
mi estrategia es
en cambio
más profunda y más
simple
mi estrategia es
que un día cualquiera
no sé cómo ni sé
con qué pretexto
por fin me necesites
mirarte
aprender como sos
quererte como sos
mi táctica es
hablarte
y escucharte
construir con palabras
un puente indestructible
mi táctica es
quedarme en tu recuerdo
no sé cómo ni sé
con qué pretexto
pero quedarme en vos
mi táctica es
ser franco
y saber que sos franca
y que no nos vendamos
simulacros
para que entre los dos
no haya telón
ni abismos
mi estrategia es
en cambio
más profunda y más
simple
mi estrategia es
que un día cualquiera
no sé cómo ni sé
con qué pretexto
por fin me necesites
Weekend in terra straniera - V°
Si frantumava nello specchio il mare
per uscirne tra spruzzi
e grida di gabbiani
Ma
non si può uscire dal mare
se non restando nel mare
come l'onda che salta, s'inarca
s'abbaglia
nel lampo breve del sole
E ricade nel mare
per uscirne tra spruzzi
e grida di gabbiani
Ma
non si può uscire dal mare
se non restando nel mare
come l'onda che salta, s'inarca
s'abbaglia
nel lampo breve del sole
E ricade nel mare
venerdì 23 ottobre 2009
Nei suoi occhi...
...brilla una luna d'argento
che sale solitaria
a latitudine polare
pupilla d'aria e vento
nell'iride radiosa riposa l'onda,
la notte fonda, di là dal mare.
che sale solitaria
a latitudine polare
pupilla d'aria e vento
nell'iride radiosa riposa l'onda,
la notte fonda, di là dal mare.
mercoledì 21 ottobre 2009
E lo sognavo, e lo sogno
E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l’altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un’onda dietro l’altra si frange sulla riva,
e sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.
Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie, e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.
e lo sognerò ancora, una volta o l’altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un’onda dietro l’altra si frange sulla riva,
e sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.
Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie, e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.
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Arsenij Tarkovskij,
Poesia
E' fuggita l'estate
E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.
Né il bene né il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.
Né il bene né il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.
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Errata Corrige
Dove dice una gran nave bianca
deve dire nube.
Dove dice grigio deve dire
un paese lontano e sperduto.
Dove dice aroma
deve dire cara mamma.
Dove dice Cesare
deve dire morto e stramorto.
Dove dice Aprile
può dire albero o colonna o fuoco
ma dove dice spalla
dove dice idioma
dove dice quello strano amore
deve dire naufragio
in lettere maiuscole.
deve dire nube.
Dove dice grigio deve dire
un paese lontano e sperduto.
Dove dice aroma
deve dire cara mamma.
Dove dice Cesare
deve dire morto e stramorto.
Dove dice Aprile
può dire albero o colonna o fuoco
ma dove dice spalla
dove dice idioma
dove dice quello strano amore
deve dire naufragio
in lettere maiuscole.
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