Tutte queste pietre, tutta la tristezza, tutta
la luce, schegge di notturne ore e cenere di meriggio,
tutta la ritorta tubatura del sacro,
Muro, torri, aureole rugginose,
tutte le profezie incapaci come vecchi di trattenersi,
tutte le sudaticce ali d’angelo,
tutte le candele fetide, il turismo posticcio,
sterco della redenzione, felicità e testicolo,
spazzatura del nulla, bomba e tempo,
tutta la polvere e tutte queste ossa
intente a risorgere e a volare nel vento,
tutto questo amore, tutte
queste pietre, tutta la tristezza.
Di tutto ciò riempire le valli intorno a Gerusalemme,
perché diventi pianura
per il mio dolce aeroplano
che verrà a rapirmi su nel cielo.
lunedì 27 settembre 2010
domenica 12 settembre 2010
It was the lark and not the nightingale...
In una gloria di sole occidente
Vaneggi, mente stanca:
Inseguito prodigio non si adempie
Nell’aldiquà del fiore che s’imbianca
Ma tu, distanza, torna a ricolmarti
Tu a farti terra in questa ferma fuga
Mare di nuda promessa
Ai nostri balbettati passi tardi
E tu, voce, rimani
Persuàdici – un poco, un poco ancora
Nostro non più domani,
Usignolo dell’aurora
Vaneggi, mente stanca:
Inseguito prodigio non si adempie
Nell’aldiquà del fiore che s’imbianca
Ma tu, distanza, torna a ricolmarti
Tu a farti terra in questa ferma fuga
Mare di nuda promessa
Ai nostri balbettati passi tardi
E tu, voce, rimani
Persuàdici – un poco, un poco ancora
Nostro non più domani,
Usignolo dell’aurora
Lettera ai Romani
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi.Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti...
sabato 11 settembre 2010
Opzioni per un poeta
Con parole diverse
dire la stessa cosa,
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle,
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente
dire la stessa cosa,
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle,
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente
martedì 7 settembre 2010
Tramonto
Che puoi ancora dirmi che non sappia,
vena di sole esangue sulla terra,
lieve garza di nebbia che si sfrange
tra l’azzurro del mare e il cielo ardente?
Ormai tanti tramonti nel ricordo,
tante dita di fuoco sulle acque,
che tutto si confonde quando, a notte,
calato il sol, si chiudono i tuoi occhi.
vena di sole esangue sulla terra,
lieve garza di nebbia che si sfrange
tra l’azzurro del mare e il cielo ardente?
Ormai tanti tramonti nel ricordo,
tante dita di fuoco sulle acque,
che tutto si confonde quando, a notte,
calato il sol, si chiudono i tuoi occhi.
venerdì 3 settembre 2010
Poesia d'amore
L’inesplorata cavità del cuore
dove ti tengo chiusa e dove
silenzïosa dormi,
come dentro le pagine di un libro,
un appassito fiore di mimosa,
si allarga a dismisura, come un otre
per contenere il bene che ti voglio.
Il sangue, come un fiume mi percorre
e si fa prepotente di corrente,
di gorghi tumultuosi e di cascate
e mi arriva alla bocca che si arrende.
Più forte di qualunque prepotenza
il sentimento preme alla mia gola,
mi fà malato d’una malattia
che non ha nome e che non dà malore.
La chiamerò
cardiopatia d’amore.
dove ti tengo chiusa e dove
silenzïosa dormi,
come dentro le pagine di un libro,
un appassito fiore di mimosa,
si allarga a dismisura, come un otre
per contenere il bene che ti voglio.
Il sangue, come un fiume mi percorre
e si fa prepotente di corrente,
di gorghi tumultuosi e di cascate
e mi arriva alla bocca che si arrende.
Più forte di qualunque prepotenza
il sentimento preme alla mia gola,
mi fà malato d’una malattia
che non ha nome e che non dà malore.
La chiamerò
cardiopatia d’amore.
giovedì 2 settembre 2010
Non diremo parole mortali
Non diremo parole mortali, suoni
bagnati di saliva masticata,
nel dipanarsi dei denti e della lingua.
Colate tra le labbra, le parole
sono le ombre confuse, agitate
del verticale silenzio che si espande.
bagnati di saliva masticata,
nel dipanarsi dei denti e della lingua.
Colate tra le labbra, le parole
sono le ombre confuse, agitate
del verticale silenzio che si espande.
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