Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico
e poi gli oceani e poi l'acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l'uomo
ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l'amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore
sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.
mercoledì 30 giugno 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Prova di stelle
Guardarsi negli occhi a vicenda
per una notte e un mattino
All’improvviso scorre una stella
non piú grande della testa di un’ape
su di un filo di luce
con cautela come si
abbassano le mani
senza sfiorare lo spigolo del tavolo
Quando questo accade è destinato a durare
per una notte e un mattino
All’improvviso scorre una stella
non piú grande della testa di un’ape
su di un filo di luce
con cautela come si
abbassano le mani
senza sfiorare lo spigolo del tavolo
Quando questo accade è destinato a durare
domenica 13 giugno 2010
Pregare molto
Pregare molto può dire anche molto
stare fermi: levarsi di dosso
gli aculei quotidiani, lasciarli negli altri,
deviare la lotta.
Non è solo pregando che Dio ascolta,
ma soffrendo d'ignoto, morendo sul margine
di un nulla accolto, rabbrividire nella gioia.
Pregare è un picco irto
sulla pianura che brulica
di scontenti di Dio.
stare fermi: levarsi di dosso
gli aculei quotidiani, lasciarli negli altri,
deviare la lotta.
Non è solo pregando che Dio ascolta,
ma soffrendo d'ignoto, morendo sul margine
di un nulla accolto, rabbrividire nella gioia.
Pregare è un picco irto
sulla pianura che brulica
di scontenti di Dio.
Mio non un minuto
Signore, il sentirmi
nelle Tue invisibili mani
m'è dolcezza e disperazione.
Mio non un minuto,
non un pensiero.
Eppure lo sprofondare
nella melma,
lo schianto del cuore
per i nostri tramonti,
Dio, mi sembrano solo
miei.
nelle Tue invisibili mani
m'è dolcezza e disperazione.
Mio non un minuto,
non un pensiero.
Eppure lo sprofondare
nella melma,
lo schianto del cuore
per i nostri tramonti,
Dio, mi sembrano solo
miei.
domenica 6 giugno 2010
Può darsi ch'io scordi...
Può darsi ch’io scordi, Signora, il vostro
divino profilo d’uccello
e che strappi la mia pazzia
come se balzassi in un cerchio,
ma al soffitto del mio capo i vostri occhi,
fulgidi lumi, brilleranno.
divino profilo d’uccello
e che strappi la mia pazzia
come se balzassi in un cerchio,
ma al soffitto del mio capo i vostri occhi,
fulgidi lumi, brilleranno.
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