Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
mercoledì 28 aprile 2010
Nel mese di Maggio
Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno
chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno
chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.
sabato 24 aprile 2010
Proverbi e cantari
Sveglia, cantori:
basta con gli echi,
comincino le voci.
Non disdegnate la parola;
il mondo è rumoroso e muto,
poeti, solo Dio parla.
Da' al tuo verso doppia luce,
per leggerlo di fronte
e di sbieco.
Ma non t'importi se rotola
e passa di mano in mano:
con l'oro si fa moneta.
Cerca nel tuo prossimo uno specchio;
ma non per raderti,
né per tingerti i capelli.
( Ogni uomo ha due
battaglie da combattere:
in sogno lotta con Dio,
e da sveglio con il mare.)
basta con gli echi,
comincino le voci.
Non disdegnate la parola;
il mondo è rumoroso e muto,
poeti, solo Dio parla.
Da' al tuo verso doppia luce,
per leggerlo di fronte
e di sbieco.
Ma non t'importi se rotola
e passa di mano in mano:
con l'oro si fa moneta.
Cerca nel tuo prossimo uno specchio;
ma non per raderti,
né per tingerti i capelli.
( Ogni uomo ha due
battaglie da combattere:
in sogno lotta con Dio,
e da sveglio con il mare.)
giovedì 8 aprile 2010
She walks in beauty
She walks in beauty, like the night
Of cloudless climes and starry skies;
And all that's best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes:
Thus mellow'd to that tender light
Which heaven to gaudy day denies.
One shade the more, one ray the less,
Had half impair'd the nameless grace
Which waves in every raven tress,
Or softly lightens o'er her face;
Where thoughts serenely sweet express
How pure, how dear their dwelling-place.
And on that cheek, and o'er that brow,
So soft, so calm, yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow,
But tell of days in goodness spent,
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent!
Of cloudless climes and starry skies;
And all that's best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes:
Thus mellow'd to that tender light
Which heaven to gaudy day denies.
One shade the more, one ray the less,
Had half impair'd the nameless grace
Which waves in every raven tress,
Or softly lightens o'er her face;
Where thoughts serenely sweet express
How pure, how dear their dwelling-place.
And on that cheek, and o'er that brow,
So soft, so calm, yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow,
But tell of days in goodness spent,
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent!
Etichette:
George Gordon (Lord) Byron,
Poesia
domenica 4 aprile 2010
Er sogno
Me pareva de sta su 'na montagna,
e urlavo in un megafono spaziale:
"Popolazione mia che campi male,
accostate qua sotto che se magna."
Poi come fussi er Re de la Cuccagna
buttavo giù, pe' un'orgia generale,
valanghe de spaghetti cor guanciale,
ch'allagaveno tutta la campagna.
E vedevo signori e poveretti,
in uno sterminato affollamento
a pecorone sopra li spaghetti.
Quann'ecchete, dar cielo, sbuca Dio,
co' un forchettone in mano e fa: "Un momento...
Si permettete ce sto pure io!"
e urlavo in un megafono spaziale:
"Popolazione mia che campi male,
accostate qua sotto che se magna."
Poi come fussi er Re de la Cuccagna
buttavo giù, pe' un'orgia generale,
valanghe de spaghetti cor guanciale,
ch'allagaveno tutta la campagna.
E vedevo signori e poveretti,
in uno sterminato affollamento
a pecorone sopra li spaghetti.
Quann'ecchete, dar cielo, sbuca Dio,
co' un forchettone in mano e fa: "Un momento...
Si permettete ce sto pure io!"
venerdì 2 aprile 2010
Io non voglio diventare vecchio
Io non voglio diventare vecchio
perché lo sono già stato mille volte
e so già il buio e quella vile tempesta.
Ora che piango come vidi
pianger mio padre,
la stessa ruga e la testa
abbattuta, piena di sgomento,
imparo che la giovinezza non corre
nelle sorprese del sangue
ma nello sguardo che un vento
strappa da terra
per vedere in questo duro paese
l'infinita somiglianza tra Dio
e il viso di lei tutte le sere, i rami
nudi contro il cielo, il vino
fermo nel bicchiere
perché lo sono già stato mille volte
e so già il buio e quella vile tempesta.
Ora che piango come vidi
pianger mio padre,
la stessa ruga e la testa
abbattuta, piena di sgomento,
imparo che la giovinezza non corre
nelle sorprese del sangue
ma nello sguardo che un vento
strappa da terra
per vedere in questo duro paese
l'infinita somiglianza tra Dio
e il viso di lei tutte le sere, i rami
nudi contro il cielo, il vino
fermo nel bicchiere
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