sabato 29 dicembre 2012

giovedì 27 dicembre 2012

Navidad nuestra - La peregrinacion

A la huella, a la huella,
José y María.
Por las pampas heladas,
cardos y ortigas.
A la huella, a la huella,
cortando campo.
No hay cobijo ni fonda,
sigan andando.

Florecita del campo,
clavel del aire,
si ninguno te aloja,
¿adónde naces?
¿Dónde naces, florecita
que estás creciendo?
Palomita asustada,
grillo sin sueño.

A la huella, a la huella,
José y María.
Con un Dios escondido
nadie sabía.

A la huella, a la huella,
los peregrinos.
Préstenme una tapera
para mi niño.
A la huella, a la huella,
soles y lunas,
Los ojitos de almendra,
piel de aceituna.

Ay burrito del campo,
Ay buey barcino,
mi niño está viniendo,
¡háganle sitio!
Un ranchito de quincha
solo me ampara,
dos alientos amigos,
la luna clara.

A la huella, a la huella,
José y María.
Con un Dios escondido
nadie sabía.

A la huella, a la huella, huellita
José y María...

mercoledì 28 novembre 2012

Primavera del 1836

Lasciami, pensiero, lasciami,
domani sarò tuo,
tornerò ad essere la tua preda.
Ma oggi,
mentre la luce graffia sugli alberi e chiede
un’opportunità,
 voglio che mi accolga l’inutile primavera...

lunedì 5 novembre 2012

mercoledì 24 ottobre 2012

Io non ho mani

Io non ho mani
che mi accarezzino il volto,
(duro è l'ufficio
di queste parole
che non conoscono amori)
non so le dolcezze
dei vostri abbandoni:
ho dovuto essere
custode
della vostra solitudine:
sono
salvatore
di ore perdute.

mercoledì 26 settembre 2012

Rapture

Thought of by you all day, I think of you.
The birds sing in the shelter of a tree.
Above the prayer of rain, unacred blue,
not paradise, goes nowhere endlessly.
How does it happen that our lives can drift
far from our selves, while we stay trapped in time,
queuing for death? It seems nothing will shift
the pattern of our days, alter the rhyme
we make with loss to assonance with bliss.
Then love comes, like a sudden flight of birds
from earth to heaven after rain. Your kiss,
recalled, unstrings, like pearls, this chain of words.
Huge skies connect us, joining here to there.
Desire and passion on the thinking air.

lunedì 17 settembre 2012

A quel tempo

Di notte si sente l’eco dei grandi giorni gloriosi,
case, foreste e navi incendiate,
cavalieri galoppavano sui campanili, scendevano
giú in pianura,
altri raccoglievano i morti, levavano bandiere,
altri disegnavano mezzelune rosse sui muri. Ora
un calesse senza vetturino passa sulla litoranea
e il cane randagio nero guarda il fiume
come se conoscesse già quello che noi ci rifiutiamo
di vedere.

mercoledì 12 settembre 2012

Le statue e noi

Le statue calme, non si preoccupano dell’usura del tempo;
perdono le mani, i piedi o la testa
ma restano sempre nella stessa posa, erette,
o coricate supine in terra, sorridenti,
o, bocconi, voltano la schiena a noi e al tempo
come se copulassero, come intente
a un amore infinito, e noi le guardiamo
con un’inspiegabile spossatezza, tristi. Piú tardi
torniamo nell’albergo popolare, tiriamo le tende
per attenuare il bagliore del meriggio, e tentiamo,
nudi anche noi, coricati sul letto scomodo,
di imitare la quieta immobilità delle statue.

Bach Partita 1004 - Giga


domenica 9 settembre 2012

Segue o teu destino,

Segue o teu destino,
Rega as tuas plantas,
Ama as tuas rosas.
O resto é a sombra
De árvores alheias.

A realidade
Sempre é mais ou menos
Do que nós queremos.
Só nós somos sempre
Iguais a nós próprios.

Suave é viver só.
Grande e nobre é sempre
Viver simplesmente.
Deixa a dor nas aras
Como ex-voto aos deuses.

Vê de longe a vida.
Nunca a interrogues.
Ela nada pode
Dizer-te.
A resposta
Está além dos deuses.

Mas serenamente
Imita o Olimpo
No teu coração.
Os deuses são deuses
Porque não se pensam.

Nada sou, nada posso, nada sigo

Nada sou, nada posso, nada sigo.
Trago, por ilusão, meu ser comigo.
Não compreendo compreender, nem sei
Se hei de ser, sendo nada, o que serei.
Fora disto, que é nada, sob o azul
Do lato céu um vento vão do sul
Acorda-me e estremece no verdor.
Ter razão, ter vitória, ter amor
Murcharam na haste morta da ilusão.
Sonhar é nada e não saber é vão.
Dorme na sombra, incerto coração.

Prière entre la nuit et le jour

A l'heure vague où les fantômes en grand nombre
se pressent contre les fenêtres, ameutés
par une hésitation entre le jour et l'ombre
et menaçant de leurs murmures la clarté,

un homme prie: à ses côtés est étendue
la très belle guerrière désarmée et nue ;
non loin repose l'héritier de leurs batailles,
il tient le Temps serré dans sa main comme paille.

« Une prière dite dans la crainte, difficile
à exaucer, surtout sans le secours du dehors;
une prière dans l'ébranlement des villes,
dans la fin de la guerre, dans l'afflux des morts:

pour que l'aurore, avec sa tendresse tenace,
pour que l'entrée de la lumière au ras des monts,
comme elle éloigne la lune légère, efface
ma propre fable, et de son feu voile mon nom. »

mercoledì 5 settembre 2012

Time-out

Davanti alla finestra il muro non ha porte vicine,
io neppure vedo cosa mi nasconde.
Con gli occhi chiusi prendo fiato – come la preda
e come il tiratore scelto – io non possiedo
un nome regolare, un codice d’accesso, un’arma.

Sono diventato l’ombra di questo luglio, solo tra molti
perso in giallo e muto mare;
il centro cittadino è chiuso;
la sosta di un momento del blindato
lascia la mia vista libera:
lo sguardo allora corre fuori. E si ripete
verso gli sguardi fermi, in gioco ed in battaglia
– che esplode, tra gli occhi miei e di altri centomila.

sabato 25 agosto 2012

Daltonismo

Da sempre mi diverte un difetto della vista
m'ingannano i colori nel dirmi il loro nome
e s'acquattano sul fondo smarrendosi nell'occhio.
Per questo vedo azzurra la valle in lontananza
l'innocenza, la speranza, di pietra pare il sasso
la nube la vertigine; bruno-caldo ogni rifugio.
Cupa tinta ha la paura, anonima l'abisso,
pezzata è l'allegria e l'appetito che spensiera,
nero il falco, rosso sangue le radici.

Lampante infine è l'animo del timido
e d'iride il ricordo, e l'errore che lo nutre
ma il lieve sentimento che ci lega avrà
dei fili d'erba il fiore dei germogli.

Hidden Track

Se ancora esiste la speranza
forse aspetta la marea
per stendere le vele al sogno
e la prua a un confine
che ha il bagliore della lama

Se ancora esiste, la speranza
è la stella più tardiva
un'alba che attende l'alba
per vincere la notte

venerdì 10 agosto 2012

I vostri nomi (estratto)

..e se c’è un’uscita, papà,
 è questo stare dei tuoi occhi dentro i miei
 questo pensarti vivo, libero e scalzo
 le tasche piene di sassi, la memoria di te
che trema in noi
come una stella incoronata di buio.

martedì 7 agosto 2012

Il sogno

                          allor d’angoscia
gridar volendo, e spasimando, e pregne
di sconsolato pianto le pupille,
dal sonno mi disciolsi. Ella negli occhi
pur mi restava, e nell’incerto raggio
del Sol vederla io mi credeva ancora.

lunedì 23 luglio 2012

Sogno è città

Non riconosco nulla
dalla finestra, tutto è uguale, è la polvere
che vaga
dunque non c’è nient’altro dietro le nostre
vite: se non avessi l’ombra che si disegna sola,
quella di un cane a cui somiglio, sarei davvero
anch’io una cosa, abbandonata tra gli agguati,
di nuovo nel deserto della strada immobile
nel giorno identico a ieri
che arriva tardi, che non si sbaglia mai.

domenica 24 giugno 2012

Ritmo (a zio Beppe)

E' il quattro di Giugno, dice il calendario
         -       c'è stata la festa nazionale
s'accorciano i banchi nelle scuole, s'uguagliano
i pomeriggi, s'allungano e dilagano i tramonti.

Piove questa sera, eppure voglio aprire
la finestra, sul lato dell'orto e del giardino
tra polveri levate dalla pioggia, chissà
l'ultimo seme d'un giorno di Maggio clandestino.

Apocalisse

"Sta rallentando il tempo e si fermerà del tutto"
s'incastrerà la musica a mezz'aria, e poi
anche la giostra delle stelle e dei pianeti
l'afferma l'articolo scientifico del giorno
ma ciò che non si sa, o non si dice,
se ci sarà preavviso all'incantesimo,
almeno per un gesto di commiato.
Per me terrò questo momento,
nell'angolo nascosto della casa
ascolto la vecchia lavatrice
assolto dalla pioggia in attesa del bucato.

venerdì 22 giugno 2012

Valigia pronta

Valigia pronta
domani si parte di buon' ora
direzione luogo caldo - e sterile -
speriamo nel bel tempo.

Auguri a chi compie gli anni,
Felicitazioni a chi si sposa,
Congratulazioni a chi diventa genitore,
Condoglianze a chi muore.

Ci si vede quando torno,
se avrò voglia di tornare.

martedì 19 giugno 2012

Naufragio

Quella notte d’estate frinita di grilli
la luna interloquí disapparendo
tra le nubi costiere e subitanea
depose un’ombra nera dall’orto fino a noi.
Nella pozza del buio la tua parola
si ruppe e naufragò come una barca di carta
colta dal sasso d’un monito insensato.
Mai piú a lungo serrasti le mie dita.

domenica 10 giugno 2012

Non sono uscito di senno

Non sono uscito di senno, ma sono stanco dell’estate.
Cerchi nel cassettone una camicia, e il giorno è perso.
Venga l’inverno e copra tutto, presto,
le città e le genti e, innanzitutto, il verde.
Io dormirò vestito, sfoglierò libri in prestito,
finché non se ne andrà per la sua strada l’anno,
quel che resta,
come il cane che sfugge al cieco e che traversa
lungo le strisce pedonali

sabato 19 maggio 2012

Chi tace

Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e continueranno
a camminare sulle gambe di altri uomini:
chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa,
chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola

martedì 15 maggio 2012

Uno specchio

Questo diario, nulla d'esatto
pensieri storti appesi
alle pareti, righe corrucciate
sulla fronte, mosso ritratto
del mio volto.

Son io questa massa pulsante,
un cuore nudo fuori dalla gabbia?

Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

giovedì 10 maggio 2012

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

giovedì 3 maggio 2012

Frutti tardivi

Entrare in una vita non tua, quasi
sconosciuta, come se in quei misteri
quieto dimorasse Amore, o i sentieri
di vicine perdite e ombra invasi

fossero d’incomprensibile basica
luce: cosí, con nuova audacia ai neri
confini di un giorno morto, disperi
solo del tuo frutto tardivo, spasimo

di insorte dimenticate parole
a fermare i passi sopra affocati
tappeti, dietro finestre tremende –

sai che tutto, tutto si forma e splende
nell’aperto, nell’alto, o per stipati
piccoli inizi si consuma un sole.

lunedì 9 aprile 2012

Sei voci

Non fu il mare a raccoglierci
Noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.

Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.

Quando fu in vista il mare da un’altura
Era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.

Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.

Sotto sferza di polvere in colonna
Solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.

Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

martedì 3 aprile 2012

I needed to talk to my sister

I needed to talk to my sister
talk to her on the telephone I mean
just as I used to every morning
in the evening too whenever the
grandchildren said a sentence that
clasped both our hearts

I called her phone rang four times
you can imagine my breath stopped then
there was a terrible telephonic noise
a voice said this number is no
long in use how wonderful I
thought I can
call again they have not yet assigned
her number to another person despite
two years of absence due to death.

The Poet's Occasional Alternative

I was going to write a poem
I made a pie instead it took
about the same amount of time
of course the pie was a final
draft a poem would have had some
distance to go days and weeks and
much crumpled paper

the pie already had a talking
tumbling audience among small
trucks and a fire engine on
the kitchen floor

everybody will like this pie
it will have apples and cranberries
dried apricots in it many friends
will say why in the world did you
make only one

this does not happen with poems

because of unreportable
sadness I decided to
settle this morning for a re-
sponsive eatership I do not
want to wait a week a year a
generation for the right
consumer to come along

lunedì 12 marzo 2012

30 Febbraio

Senza contare le periodiche misteriose
scomparse del 29 febbraio
Ogni anno in amore
ci depredano di un giorno.

Quand’ero giovane non ne tenevo conto,
anche senza quello
c’erano abbastanza sabati e mercoledí.

Oggi per me è importante ogni giorno
in cui ti posso guardare.

Il nostro feudo
che si estendeva per cinquant’anni di futuro
si è ridotto a un piccolo podere contadino

domenica 4 marzo 2012

Nelle tue palme dischiuse

Nelle tue palme dischiuse
lascia ch’io posi stasera
questo mio sonno di lacrime.
Né sei più tu chi diceva
"andremo..sempre..." Tu vai
incontro ad altre parole
per strade che non conosco
ed io rimango a pensare
se tutto fu gioco.

sabato 3 marzo 2012

La sera dei miracoli

a due a due gli innamorati
sciolgono le vele come i pirati
e in mezzo a questo mare
cercherò di scoprire quale stella sei

lunedì 27 febbraio 2012

Ascolta

Io mi prendo nelle notti
Le rose della tua bocca
Che nessun’altra ci beva.

Quella che ti abbraccia
Mi deruba dei miei brividi
Che intorno al tuo corpo io dipinsi.

Io sono il tuo ciglio di strada.
Quella che ti sfiora
Precipita.

Senti il mio vivere
Dovunque
come orlo lontano?

venerdì 24 febbraio 2012

Atti del processo 1964

" Qual è la tua professione?" -
" Traduttore e poeta." -
" Chi ti ha riconosciuto come poeta? Chi ti ha arruolato nei ranghi dei poeti?" -
 "Nessuno. Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano?"

Nella parte settentrionale del mondo

Nella parte settentrionale del mondo ho trovato un rifugio
nella parte ventosa, dove gli uccelli, volando giù
dalle rocce, si riflettono nei pesci e scendono a dar di becco
fra i gridi su una superficie di screziati specchi.

Qui non trovi te stesso, anche chiuso a doppia mandata.
In casa non c'è un cane e freddo nero è in branda.
La finestra al mattino ha una tenda di cenci di nuvole.
Poca terra, e non si vedono uomini.

In queste ampiezze signora è l'acqua. Nessuno il dito
punta nello spazio e "via di qui" strilla.
L'orizzonte si rivolta come un cappotto,
aiutandosi con queste ondate mobili.

E non riesci a distinguerti dai pantaloni tolti, dalla maglia
appesa - evidentemente, i tuoi sensi sono corti
o la lampada ti oscura-. Tocchi il loro gancio
per dire, ritirando la mano: "sei risorto".

sabato 18 febbraio 2012

Poiché veramente sono fratello

Poiché veramente sono fratello
del topo nella bocca della gatta
che svelta se ne corre via
e sopportare non posso il ragazzo
scemo che inchioda al tronco
dell’acero la lucertola

ecco che uccido il ragazzo
con il cuore e gli tronco le mani,
poi rendo la testa della gatta
in poltiglia con colpi di pietra

ed è davvero perché sono fratello del fossato
della latta arrugginita e dei ciottoli
della strada e di ogni essere che vive o non vive
ecco che amo e odio follemente il mondo.

Lamentazioni

Il signor Beringer, a cui è morto il figlio
sul Canale di Suez, che stranieri
scavarono per far passare le navi nel deserto,
passa con me per la Porta di Giaffa.

È dimagrito molto: ha perso
il peso di suo figlio.
Per questo ora galleggia nei vicoli leggero
e nel mio cuore s’impiglia come i rami
sottili alla deriva.

venerdì 17 febbraio 2012

Scrivere un curriculum

Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

domenica 12 febbraio 2012

Nella frescura d'autunno è bello

Nella frescura d'autunno è bello
scuotere al vento l'anima - che pare una mela -
e guardare l'aratro del sole
che solca sopra al fiume l'acqua azzurra.

È bello strapparsi dal corpo
il chiodo ardente d'una canzone
e nel bianco abito di festa
aspettare che l'ospite bussi.

Io mi studio, mi studio col cuore di serbare
negli occhi il fiore del ciliegio selvatico.
Solo nel ritegno i sentimenti si scaldano
quando una falla rompe il petto.

In silenzio rimbomba il campanile di stelle,
ogni foglia è una candela per l'alba.
Nessuno farò entrare nella stanza,
non aprirò a nessuno la porta.

sabato 11 febbraio 2012

Sul piatto azzurro del cielo

Sul piatto azzurro del cielo
C'è un fumo melato di nuvole gialle,
La notte sogna. Dormono gli uomini,
L'angoscia solo me tormenta.

Intersecato di nubi,
Il bosco respira un dolce fumo.
Dentro l'anello dei crepacci celesti
Il declivio tende le dita.

Dalla palude giunge il grido dell'airone,
Il chiaro gorgoglio dell'acqua,
E dalle nuvole occhieggia,
Come una goccia, una stella solitaria.

Potere con essa, in quel torbido fumo,
Appiccare un incendio nel bosco,
E insieme perirvi come un lampo nel cielo.

domenica 5 febbraio 2012

Ringraziamento

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
n´ riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E' merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla" -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.

Così siamo

Dicevano, a Padova, "anch'io"
gli amici "l'ho conosciuto".
E c'era il romorio d'un'acqua sporca
prossima, e d'una sporca fabbrica:
stupende nel silenzio.
Perché era notte. "Anch'io
l'ho conosciuto".
Vitalmente ho pensato
a te che ora
non sei né soggetto né oggetto
né lingua usuale né gergo
né quiete né movimento
neppure il né che negava
e che per quanto s'affondino
gli occhi miei dentro la sua cruna
mai ti nega abbastanza

E così sia: ma io
credo con altrettanta
forza in tutto il mio nulla,
perciò non ti ho perduto
o, più ti perdo e più ti perdi,
più mi sei simile, più m'avvicini.

venerdì 27 gennaio 2012

A mani giunte

Ha detto: “Io sono quello che sono”
e tu non temere mai nulla: poiché,
se tu credi, non sarà tua esistenza,
ma sua: né sarà mai protetta, tuttavia,
come tu speri e credi: anzi gettata
nelle fosse. Chi crede in Dio
si appresti ad essere l’ultimo
dei salvati, ma sulla croce, ed a bere
tutta l’amarezza dell’abbandono.
Poiché Dio è quello che è.

martedì 17 gennaio 2012

Epilogo

Vita, – una ferita nell’inesistenza.

Lettera

Il tralcio di vite sopra
le strie di nubi bussa
da ore alla finestra

La pioggia fili d’argento
appesi
Una falena si alza
e cade si alza e cade

Pensa a me
adesso aprirò
pensa a me con sentimento

lunedì 16 gennaio 2012

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.

Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.

Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.

E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.

Uomini con futuro
invece di volti.

domenica 8 gennaio 2012

Non avremo mai

Non avremo mai lottato abbastanza
in questo angoscioso
crepuscolo degli dei  e degli uomini
amati sino al limite dell'impazienza e dell'ira.
Non avremo mai lottato abbastanza
contro il nulla e la notte nella speranza dell'alba.

E che nella penombra
voci vaghe di donna
ci mostrino almeno nel redivivo giardino
il sepolcro vuoto
anche se lui non c'è già più
né morto né vivo
e per vederlo dovremo lungamente
camminare sulla strada di Emmaus.

E se non metteremo
il dito nel costato
potremo sempre dire
che forse non era Lui
ma un'ombra, un desiderio, un illusione.

In bilico sul nulla della notte
e il numinoso
invisibile
Splendore.