sabato 26 marzo 2011

Square poem

I often wondered when I cursed,
Often feared where I would be -
Wondered where she'd yield her love
When I yield, so will she.
I would her will be pitied!
Cursed be love! She pitied me...

martedì 22 marzo 2011

La prima foto di Dio

Questo era il mio aspetto dopo quel primo giorno.
Io, solo con le mie pietre di pietra,
Io, solo con i miei venti di vento.

Era il giorno in cui ero ancora felice,
la terra ancora deserta e vuota,
solo più tardi ho creato gli alberi,
gli animali, l’esercito e quel fotografo.

Spesso ho nostalgia del giorno
in cui l’ho fatto, lui per primo.
Lui e io, insieme nella mia creazione,
io con la mia giacca viola tra i venti di vento,
lui con il suo occhio come uno specchio
sulle mie pietre di pietra,

e nient’altro.

martedì 15 marzo 2011

Concerto Grosso (1951-1956)

Dopo gli applausi, l'inchino, le luci spente
la pausa del silenzio,
scricchiolano le scarpette nere sul podio
e la bacchetta traccia il segno nell'aria.
Allora l'aria chiusa scuote il suono,
l'ira e l'amore dei fragili strumenti
grave si allarga e avvolge come un fiume

e i violini concordi
striano il silenzio,

muovono vertigini
e nevicano nel vuoto bianchi fiocchi di neve.
Abbassate le palpebre, la neve
splende nel buio, compone dune sui morti,
volteggia bianca nelle protette pupille.
Abbassate le palpebre, nasce il turbine.

E tu flauto suona basso,
insisti sulla voce più straziata,
rallenta flauto quella voce nera
fin che la copra il rullo dei tamburi.
Per una fronte pura
non c'è più stella o nuvola;
per l'occhio dritto, come una lama
non c'è più vento che beva lo sguardo;
per le mani affilate dalla pietà,
non c'è più olio, né pane, né vino.
L'erba cresce sui morti, ma l'astro solitario
della notte che viene
l'incenerisce col suo cupo fulgore.

Scricchiolano le scarpette lucide, con ira.
La bacchetta si muove negli specchi,
moltiplica gli specchi e la magia,
evoca dentro fiamme bianche e spettrali.
Il tuo sogno lo rubano i predoni
e i lamenti del sangue sulle rive.
Ma non chiudere il cerchio con la mano,
lascia sospesa nell'aria
questa piaga di fuoco, questa aperta frontiere.
Continua il concerto grosso, non ha tregua
e non lo puoi fermare.
Scorre nelle tue mani e per le strade
crudele fiume d'uomini e strumenti,
disperata figura huius mundi.

domenica 13 marzo 2011

Aprile e Silenzio

La primavera giace deserta.
Scuro come il velluto il fossato
si snoda al mio fianco
senza immagini riflesse.

Soli a splendere
sono dei fiori gialli.

Mi porta la mia ombra,
come la sua nera custodia
un violino.

La sola cosa che voglio dire
brilla fuori dalla mia portata
come l’argento
sul banco dei pegni.

giovedì 10 marzo 2011

Tu non ricordi

Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un'altalena sola.

Che non finisse mai quel dondolio
fu l'unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
abbia levato al cielo.

lunedì 7 marzo 2011

Fedeli al duro accordo

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi per la vita intera.

Quartet

The dove descending breaks the air
With flame of incandescent terror
Of which the tongues declare
The one dischage from sin and error.
The only hope, or else despair
Lies in the choice of pyre of pyre-
To be redeemed from fire by fire.

Who then devised the torment? Love.
Love is the unfamiliar Name
Behind the hands that wove
The intolerable shirt of flame
Which human power cannot remove.
We only live, only suspire
Consumed by either fire or fire.