L’inesplorata cavità del cuore
dove ti tengo chiusa e dove
silenzïosa dormi,
come dentro le pagine di un libro,
un appassito fiore di mimosa,
si allarga a dismisura, come un otre
per contenere il bene che ti voglio.
Il sangue, come un fiume mi percorre
e si fa prepotente di corrente,
di gorghi tumultuosi e di cascate
e mi arriva alla bocca che si arrende.
Più forte di qualunque prepotenza
il sentimento preme alla mia gola,
mi fà malato d’una malattia
che non ha nome e che non dà malore.
La chiamerò
cardiopatia d’amore.
venerdì 3 settembre 2010
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